un reportage personale

Sono sazia e felice. Di aspettative superate, di stimoli musicali, di persone oneste, coraggiose, disponibili all’ascolto, e appassionate. il PHON mi ha cresciuto un po’ e mi ha lasciato una valigia di stimoli e gratitudine. Nei confronti di chi ha fatto fino a 700 km per raggiungere Phaenza e incontrarci, seminare, proporsi, sperimentare.
Il PHON è iniziato sabato con la performance di Pa(u)aradise alla miagalleria per dimostrare che suonare con i pennelli è possibile e che è un mezzo per sperimentare le possibilità del suono e del colore, che, insieme, sono la pelle e la percezione di ciò che viviamo.

Nel pomeriggio si è acceso lo Spazio Samoré in Vicolo delle Vergini: nell’angolo di quel portone a vetrata dell’officina che era, è iniziato il centro del PHON, l’esibizione delle produzioni delle etichette. Su tavole costruite per l’occasione dallo stesso Marco Samoré (già artista, fotografo, falegname, artigiano) sono comparse opere d’arte, serigrafie, cd, confezioni particolari, LP, tshirt, fanzine. Nel palco a terra, invece, consacrato dal crocifisso AC/DC, sono iniziati i concerti o le performance: Lorenzo Senni (Presto?! Records), Kam Hassah (second sleep records), poi insieme a Nico Vascellari in una performance suono e voce. Hanno chiuso la serata allo Studio Samoré i Be Invisible Now! della quotatissima (cit.Onga) Boring Machines.

Nel frattempo alla Casa del disco sono arrivati un gruppo di breaker impavidi, “il freddo?” “bah”, due tre giri di corsa lungo il Corso e via sulla pedana con l’ombelico al vento. [VIDEO YOUTUBE]
I Break the Funk, spinti dal basso e dalla batteria live di Francesco Giampaoli e Marco Zanotti, hanno letteralmente bloccato il Corso per gli interi 10 minuti di performance. Dentro al negozio Eloisa Atti riscalda corpo e  voce per esibirsi con il suo progetto, i Sur, trio di jazz/leggera/brazil con mandolino, percussioni, contrabbasso, in un momento di eleganza e intimità. [VIDEO YOUTUBE]

Mentre sul Corso le intrattenitrici del Progetto Rwanda hanno creato “e’ trebb” (dialetto romagnolo per dire… la compagnia allargata) con vin brulé e castagne, dentro stava per iniziare un concerto per pochi animi coraggiosi e disponibili all’ascolto. L’attenzione, oggi, è latitante. Simone Zanchini ci ha bloccato per 45 minuti dentro alla Casa del Disco ad ascoltare il suo viaggio che nasce da un messaggio rimasto per errore nella sua segreteria telefonica e che da lì attraversa i confini dei generi, delle possibilità dello strumento (la fisarmonica sia midi che acustica), delle macchine con cui interagire, ma anche del tempo, passato/presente/futuro della propria sensibilità e memoria musicale, riattivate dai suoni campionati, dai suoni della fisarmonica e dalle citazioni concesse. Un fuoriclasse che è riuscito a commuoverci. [VIDEO YOUTUBE]

La sera, al Clandestino, Styrofoam e a notte fonda il live (anche in streaming radiofonico) del duo The Grey Whale (di Palustre Records), una tromba effettata che interagisce con un computer per creare uno strato corposo di suono ambientale. Non c’era suono migliore per riposare la mente e abituarla a tutti gli stimoli del PHON.

La domenica piove, diluvia, fa un freddo cane. Ci trasferiamo tutti attorno al fuoco dello Studio Samoré, dove finalmente mi rendo conto della qualità delle produzioni esposte e della cura con la quale vengono pensate. Pochi dei ragazzi delle etichette intervenute riescono a vivere della musica che producono e che esplorano. Per questo la produzione di dischi diventa un’arte a sé che richiede: ottime idee, un buon gusto musicale, una innata curiosità per i suoni nuovi e un grandissimo coraggio per metterle in pratica attraverso le persone giuste. Produzioni sensate, dico. Dove la grafica rispecchia il contenuto, dove le confezioni sono pensate per essere usate, dove i supporti sono considerati un mezzo importante per veicolare musica, dove non necessariamente la musica resta scissa dall’arte ma possono essere l’una nell’altra e viceversa. Penso a Nico Vascellari e ad Alos? o a Pa(u)radise, nei quali è evidente un aspetto performativo/rituale che se a prima vista pare legato più al mondo dell’arte e dell’estemporaneità, poi invece si trova a rappresentare l’anima più sacra di un “concerto”. In altro senso, invece, l’arte contemporanea si lega alla musica nell’intento esplorativo: penso a DJ Balli, a Grey Whale o ai Freudi, per i quali è figo capire quali sono i mezzi con cui producono i suoni e come funzionano, che siano essi vinili colorati o macchine costruite in analogico. A queste cose sono state avvicinate invece esibizioni più musicali in senso stretto, dove si parla il linguaggio della melodia, dell’armonia e delle timbriche dei diversi strumenti. Prendo ad esempio il gentile cantautore Bob Corn, i Sur e anche i Cyborgs – se fossero riusciti ad arrivare a Faenza (cause di forza maggiori li ha bloccati prima).

Oltre a tutto questo PHON è stato un percorso fra persone attive e orgogliose di sperimentare il proprio sentire attraverso la musica e i suoi supporti. Mi sento di esser cresciuta un po’ di più grazie al Phon, ho conosciuto nuovi punti di vista, la tendina sugli occhi si è alzata di un cm, e mi rendo conto di essere fra quei fortunati esemplari che hanno a disposizione possibilità di scelta. Cosa ascoltare, cosa mangiare, cosa leggere, cosa supportare, cosa credere. La pluralità del PHON me l’ha dimostrato ancora una volta.

[livia//casadeldisco]

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Se nel flyer sotto c’è il programma dei concerti per orario, qui il programma per luogo:

Sabato 27 novembre 2010

Casa del Disco (aperto dalle 9.30 alle 24)
11:00 Presentazione Phon, esposizione produzioni
21:00 Break The Funk (Brutture Moderne) replica ore 22:00
21:30 Francesco Giampaoli e Eloisa Atti in “Sur” (Brutture Moderne)
22:30 Simone Zanchini in “Better Alone” (Silta Records)

Miagalleria (aperto dalle 10 alle 23)
11:30 Pa(u)radise (Palustre Records)
22:00 Harshcore (Palustre Records)

Studio Samoré (aperto dalle 12:30 alle 24)
12:30 Apertura Studio Samorè, etichette e banchetti
16:00 Lorenzo Senni (Presto!? Records)
17:00 Kam Hassah (Second Sleep Records)
18:00 Bus De La Lum (Hospital Productions USA)
22:00 Be Invisible Now! (Boring Machines)

Clandestino (aperto dalle 13 a mattina)
13:00 Cheap brunch: vegeteriano/osteria
20:00 Dinner Club
24:00 Styrofoam (Belgio, Nettwerk Records)
01:00 Video proiezioni non stop etichette (Sala Scaglie)
02:00 Gray Whale (Palustre Records)
03:00 Night breakfast

Domenica 28 novembre 2010

Studio Samoré
10:00 Apertura Studio Samorè, esposizione, banchetti
11:30 Freudi (Palustre Records)
17:00 ?Alos (Bar La Muerte Records)
19:00 Colorful mountain (Xhol Records)
21:30 Dj Balli (Sonic Belligeranza) a seguire Strictly Groove Records Showcase

Casa del disco (aperto dalle 15 alle 20)
15:00 Bob Corn (Fooltribe Records)
18:00 Cyborgs (Brigadisco)

Miagalleria (aperto dalle 15 alle 20)
16:00 Theremin and Magic: Vincenzo Vasi e Christopher Wonder

Clandestino (aperto dalle 13 a notte fonda)
13:00 Pranzo cheap vegetariano/osteria
19:30 Be My Delay (Unhip Records)
20:00 Dinner Club


il programma del PHON

Il programma completo (e suscettibile di qualche cambiamento) è qui.

LEGENDA LUOGHI:
P = produzioni = Studio Samoré Vicolo delle Vergini 13
H = hall = Clandestino Viale Baccarini 21
O = opere = Miagalleria Via Torricelli 6
N = negozio = Casa del Disco Corso Mazzini 38


calendario concerti sabato 27 (e notte light faentina)

Miagalleria
11:30 Pa(u)radise (Palustre Records)
12:00 Harschore (Palustre Records)
Studio Samoré
16:30 Lorenzo Senni (Presto! Records)
17:30 Kan Hassah (Second Sleep), a seguire feat. Nico Vascellari (VON Archives)
22:00 Be Invisible Now (Boring Machines)
Casa del Disco
21:30 Francesco Giampaoli e Eloisa Atti “Sur” (Brutture Moderne)
22:30 Simone Zanchini “Better Alone” (Silta Records)
Clandestino
24:00 Styrofoam (BE, Nettwerk)
02:00 Gray Whale (Palustre Records)


Welcome, Phon!

C’è un’idea che gira per Faenza da un po’. Questo novembre il suo debutto in società, fra poco meno di 2 settimane, eccola in breve (la versione lunga):

Phon – Circuito di produzioni musicali contemporanee
Sabato 27 e domenica 28 novembre esposizione di supporti fonografici, showcase e performance presso:

Studio Samoré, una ex officina meccanica oggi studio d’artista e collezionista ospita i banchetti di tutte le etichette

Casa del Disco, il negozio di dischi offre un’intera vetrina di produzioni e merchandising

Miagalleria, la coraggiosa galleria testimonia la musica che diventa arte in una mostra-performance estemporanea

Clandestino, lo storico palcoscenico di band cult e sede del cineclub Scaglie propone i videoclip non-stop delle etichette e ricreazione